Abattre la Bête

Argomento: Traducibili
Autore: David Goudreault
Editore: Stanké
Diritti: Berla & Griffini
Pubblicazione: 29 dicembre 2019

La Bête è tornato in libertà, è riuscito a evadere, è in fuga, e ovviamente è inseguito dalla polizia. Poco importa se ogni suo passo è un’infrazione e genera un gran tumulto, il suo obiettivo è trovare la madre nonché la sua identità, è questo il suo motore. La Bête non è tuttavia un individuo che si atteggia a vittima, giammai, è piuttosto un antieroe ingegnoso e smisurato, è un personaggio efficace, ricco, interpreta bene il suo ruolo. Le pagine di David Goudreault sono esplosive così come l’invenzione del suo teppista.

Siamo giunti, e purtroppo, all’ultimo atto dal finale sorprendente. Non abbiamo conosciuto finora il nome di questo individuo e non lo sapremo mai a quanto pare, poco importa. Nella sua insolenza dispiegata in tre ambientazioni diverse, abbiamo colto la cocciutaggine, le ragioni e l’introspezione della sua continua ribellione.

L’autore ha saputo sviluppare il personaggio facendoci molto ridere, facendoci prendere qualche spavento ogni tanto, senz’altro ha voluto suggerirci cosa nasconde e cosa cova la miseria, l’abbandono. Tuttavia c’è molta violenza, soprattutto all’inizio. L’ultima parte è quella dell’azione e il finale ci trova molto, molto, in disaccordo, perché la Bête è diventato il nostro eroe, paradossalmente, e il finale avrebbe potuto essere diverso. Goudreault ha infine espresso il suo parere oggettivo da poeta e come abbiamo capito, da addetto ai lavori nella sua decennale esperienza nel sociale, una missione non semplice.

La Bête viene condotto al processo quindi, alla condanna, ma lui non ci sta neanche un po’, si ribella, fugge, scappa, non molla, vuole trovare sua madre, l’unico affetto che gli appartiene per natura.