Il Rosa e l'azzurro

Argomento: Editoriali
Autore: Dori Agrosì
Pubblicazione: 26 marzo 2026

Alcune mattine, dopo aver attraversato lungamente un grande parco mi dirigo in direzione nord-ovest. Da qui, si staglia in lontananza il Monte Rosa in tutta la sua maestosità. Sullo sfondo azzurro del cielo la cima è abbagliante di neve, non di rado pensosa avvolta da nuvole come volute di fumo. Così vestita di bianco per tutto l’inverno è uno splendore. Quanta pace in quella visione.

Al suo seguito una lunga successione di cime sorelle dentella la linea dell’orizzonte, un muro ghiacciato di vette Pennine, damigelle al servizio di quella dama tanto importante. All’ora di punta il traffico è intenso su questa strada, molti corrono, inseguono diramazioni e rotonde con rallentamenti di ogni tipo, altri svicolano su stradine secondarie. In un baleno, il massiccio è già nello specchietto retrovisore e l’algida veduta tornerà sul percorso del ritorno. Arrivederci.

La radio trasmette notizie fresche di un mondo ribollente, la situazione sembra sfuggire di mano giorno per giorno innescando nuove guerre fra tensioni politiche, rancori, minacce, sete di risorse, declino di vecchi equilibri, fame, freddo, sfollamento, povertà.

Tutto fa pensare che sia questa l’epoca peggiore, il preludio del finimondo. Eppure, se ogni secolo ha avuto le sue guerre con un apice e un declino, oggi potremmo essere nel bel mezzo di tutte le complicazioni, una peggiore dell’altra. Se all’improvviso un potente annunciasse l’agognato “fine” alle ostilità, gli altri lo imiterebbero, è una questione di orgoglio. Se l’Ucraina fosse stato un territorio senza risorse probabilmente Zelensky avrebbe governato il suo regno sotto un cielo sereno e di lui non avremmo mai saputo nulla. Invece, dopo quattro anni di guerra non ne vengono a capo, sta venendo fuori una cinigia di tante bramosie mai del tutto spente. Gli americani colti da una nuova e improvvisa sete minerale da Polo nord hanno giocato la carta del business avanzando una proposta d’acquisto in larga scala, come se la Groenlandia fosse una lattina di acqua tonica.

Se ne è parlato per alcuni giorni, smobilitando l’opinione pubblica internazionale. Dall’Eliseo, Macron ha addirittura fatto un discorso in groenlandese in una dichiarazione stampa congiunta con i premier di Danimarca e Groenlandia esprimendo sostegno alla sovranità dell'isola e assicurando à tout le monde che «l'isola non è in vendita».

Ma questo è stato un fatto tutto sommato spiritoso, perché la faccenda è sembrata finire lì mentre bruscamente se ne sono aperte altre più sconcertanti. Nello sgomento generale dell’ennesimo conflitto idrocarburico divampato all’improvviso in Medio Oriente non sappiamo più cosa aspettarci. Quanta smania di invasione, potere e odio assurdi a suon di bombe, droni e ultimatum terrificanti a scapito della popolazione innocente.

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In questo numero, l’argomento in evidenza è la narrativa seriale e la sua traduzione (dal menu in FOCUS>Extra) con due articoli, uno è di Carmen Giorgetti Cima per la serialità nella narrativa di genere poliziesco, l’altro è di Anna Lovisolo per la narrativa di viaggio. Carmen racconta la serialità nei romanzi di Håkan Nesser, autore Guanda, bestseller svedese fuori dagli schemi. Anna ci immerge nel viaggio alle origini balcaniche di Kapka Kassabova, scrittrice e poetessa bulgara, un viaggio raccontato in una tetralogia alla riscoperta di un’umanità e di un mondo con rituali lontani dalla modernità, ma tuttora esistenti.

Insieme alla serialità, si può parlare di ricorsività nelle opere di uno scrittore tradotte sempre dallo stesso traduttore. È il caso degli ultimi due libri dello scrittore greco Theodor Kallifatides tradotto dallo svedese da Carmen Giorgetti Cima. Kallifatides vive in Svezia da moltissimi anni e scrive in svedese. Carmen ce lo racconta nel suo articolo per Madri e figli e Una vita, ancora, pubblicati da Voland.

Tra i traduttori con un autore di riferimento, anche Stefania Forlani che ha tradotto dallo svedese tutti i libri di Jonas Jonasson e qui in particolare racconta della sua traduzione del romanzo Il contrabbandiere innamorato (La nave di Teseo).

Nella rubrica dell’Intervista parliamo di lingua e letteratura finlandese con il traduttore Nicola Rainò. Nicola vive a Helsinki da una vita e ha tradotto molti autori finlandesi. Già da alcuni anni traduce per Sellerio le opere di Pajtim Statovci, emigrato dal Kosovo a Helsinki all’età di due anni. Sin dagli esordi è stato salutato dalla stampa internazionale come un fenomeno letterario. Nicola Rainò ce lo racconta a partire da Le transizioni.

Tra le note, non a caso, il racconto autobiografico Pioggia rossa di Cees Nooteboom, prolifico autore Iperborea, grande viaggiatore e molto amato dai lettori, scomparso di recente alla veneranda età di 93 anni. Lo riscopriamo nell’articolo di Claudia Di Palermo.

Nobel per la Letteratura di quasi un secolo fa, Thomas Mann ci arriva da Olschki con un libro bellissimo Nell’officina dello scrittore, ci viene raccontato dal traduttore Lucio Coco.

Un libro molto crudo è Madri della scrittrice bulgara Teodora Dimova, tradotto da Giada Fratini per Bonfirraro. Una raccolta di racconti sull’essere madri e sull’essere figli.

Da Keller, Neve di giugno romanzo austriaco, secondo volume della trilogia autobiografica di Ljuba Arnautović, scrittrice di origine russa, tradotto dal tedesco da Alessandro Luzzi.

Infine, un superclassico Honoré de Balzac con il racconto Adieu, capolavoro della narrazione breve, tratto dagli Studi filosofici della Commedia umana, pubblicato in un’edizione testo a fronte dalle edizioni Il ramo e la foglia nella traduzione di Mariolina Bertini.

Segue nella rubrica i Traducibili il saggio di Dimitri Deliolanes Η 28η Οκτωβρίου του Curzio Malaparte (Il 28 ottobre di Curzio Malaparte) libro novità dell’editore ellenico Armos, traducibilissimo, in cerca di un editore e di un traduttore italiani. Lo presentiamo qui su La Nota del Traduttore con un’intervista impossibile all’autore nei panni dell’incredibile Curzio Malaparte.

Negli Intraducibili, riflessioni sull’intraducibilità delle espressioni idiomatiche con La metafora di Achille.

E in Agenda, l'attesissimo Salone Internazionale del Libro.

Buona lettura,